Contestato il nuovo Codice stradale, finisce in Commissione trasporti

Veicoli al crocevia
lunedì 19 ottobre 2020
di La Redazione
Codice della strada
Codice della strada © Termolionline.it

Il d.d.l. per il nuovo Codice della Strada è ritornato tra i componenti della Commissione trasporti in cui era già stato. Questo tira e molla è durato circa un anno e mezzo. Per il Codacons c’è aria di scontro sulla riforma, ed il Direttivo è pronto a dichiarare guerra ove mai fossero approvate alcune novità che rischiano di rendere ancora più difficile la vita degli automobilisti. L’Associazione ritiene che il Governo stia cercando di dragare risorse nelle casse dello Stato. Tra i provvedimenti mal visti c’è quello che prevede la possibilità per i Comuni di limitare a 3 secondi la durata del giallo ai semafori come pure l’assenza di qualsiasi misura per incrementare la sicurezza sul fronte dei monopattini elettrici. Si ritiene che limitare i tempi della durata del giallo sia un’aberrazione che, da un lato, aumenterà il numero delle sanzioni a carico degli automobilisti ed a tutto vantaggio
dei Comuni, peraltro incrementando il rischio di incidenti agli incroci. Un tempo così limitato per il giallo impedirebbe ai conducenti di frenare in sicurezza ed avrebbe effetti negativi sulla sicurezza, comportando una impennata degli incidenti in prossimità di ogni intersezione. Ritengono poi grave il fatto che la riforma non faccia riferimento ai monopattini elettrici che aumentano gli incidenti, e si registrano abusi ed illegalità nell’utilizzo di tale mezzo: basti pensare che solo a Milano si sono registrati oltre 150 incidenti solo negli ultimi 90 giorni.

Il promotore della legge, Diego de Lorenzis, è un ingegnere ed è deputato dell’M5S. Ritiene che il d.d.l. consenta di porre la Penisola al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assumerebbe una grande importanza l’introduzione delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade prossime agli edifici scolastici, negli orari di entrata e di uscita da scuola. In più il disegno prevede sanzioni pesanti (sino alla sospensione della patente per 3 mesi) per chi usa lo ‘smartphone’, od altri dispositivi elettronici alla guida, per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. utilizzando il cellulare per ‘chattare’, scattare o postare foto sui ‘social network’ di tale da originare cause di incidentalità. Secondo il deputato, sono state previste misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle sanzioni amministrative e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le Forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Così come la verifica dei punti della patente o il ricorso al Prefetto. Tra le misure inserite, una ve n’è che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli
autorizzativi. “Si tutelerebbe contemporaneamente – ritiene De Lorenzis - la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Le novità promosse dal decreto ‘Semplificazioni’ non trovano d'accordo manco il Presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani che ha ritenuto di dovere esprimere per iscritto le criticità presenti nelle modifiche. Riepilogando, ‘No’ alla durata fissa del giallo su tutti i semafori; ‘No’ ai misuratori di velocità in città, se non in punti critici e pericolosi; ‘No’ a bici contromano nè su corsie riservate a Tpl; ‘No’ a "deregulation" per mobilità ciclabile; ‘No’
all’autorizzazione agli operatori ecologici all’accertamento di violazioni ed alla richiesta di rimozioni; ‘No’ a norme diverse da Comune a Comune. In una parola, al bando la confusione! “Aci – ha dichiarato - è sempre soddisfatta quando il legislatore si occupa di sicurezza stradale, soprattutto se intervenga al fine di semplificare le norme, trasformandole in una sorta di Codice dei comportamenti. Il fruitore della strada ha necessità di sapere come deve comportarsi. In questa occasione purtroppo ci si muove nella direzione opposta”.

Claudio de Luca