Sportelli automobili: per i ciclisti una roulette russa!

"Troppo pochi gli spazi dedicati alle due ruote"

venerdì 03 luglio 2020
di La Redazione
Sportelli automobili: per i ciclisti una roulette russa!
Sportelli automobili: per i ciclisti una roulette russa! © Web

ABRUZZO. Il nostro augurio di pronta guarigione e di ritorno immediato in sella alla sua bici va a Franco Mastrangelo, prima di tutto ciclista urbano di Lanciano, e poi presidente dell 'associazione Lavenum, è proprio quella che promuove un nuovo nuovo scenario di mobilità, soprattutto ciclistica. Non certamente quella che due giorni fa che lo ha scaraventato in una terra lungo le vie della sua città, mentre si sta semplicemente spostando, non andando a spasso, lungo una strada carente di spazi dedicati ai ciclisti. Dinanzi a lui il conducente di un auto ha aperto lo sportello e lui non ha potuto evitarlo. E 'il rischio che chiunque si sposi in bici in città sa di correre in ogni momento. Una vera roulette russa stradale! Perché? Ecco un paio di motivi.

Troppo pochi gli spazi dedicati alle due ruote, per i quali queste sono costrette ad andare sulla strada dove transitano mezzi con un ingombro minimo di 10 metri quadrati e una massa di una tonnellata e mezzo in movimento, contro i 2 mq e sicuramente meno di 100 kg della bici (lasciato stare SUV, furgoni, bus e camion).

Troppa differenza! In Italia tra l'altro non esiste la corsia di porta, proprio quella corsia di apertura della porta che consente di fissare una distanza di sicurezza dalla fidanzata delle automobili.

Conseguentemente pochi ciclisti in giro, una tariffa numerica che rendebbe la percezione della popolazione ciclistica più evidente. Si chiama “sicurezza nei numeri”, ovvero la sicurezza sta nei numeri: più ciclisti si vedono, più si percepisce e più si va piano e si sta attenti. E 'che attraversare una piazza pedonale in auto: si va necessariamente piano perché si percepisce la presenza dei pedoni!

Franco Mastrangelo non è, come tanti di noi, un amante della bicicletta (sarebbe ora che questa attribuzione scomparisse dalla narrazione giornalistica e non solo). Non ci sono gli amanti dell'auto, del bus, del treno, del traghetto e dell'aereo. Ci sono utilizzatori del mezzo e come tale la bicicletta (ancora “velocipede” in un codice della strada, CdS, quanto prima da svecchiare) va usato.

E ad essa vanno garantite le identiche opportunità previste per gli altri mezzi, a partire dall'auto, a cui certi spazi andrebbero drasticamente ridotti perché letteralmente rubati al patrimonio pubblico di cui i cittadini godono per diritto costituzionale: la strada. Grazie Franco per il tuo impegno, che sappiamo essere stato solo semplicemente rallentato da uno sportello automobilistico, e che tornerai più battagliero di prima. Molti bambini ti aspettano per il loro piedibus. E noi siamo con te."

Giancarlo Odoardi - Coordinatore interregionale FIAB Abruzzo Molise