Testo unico del commercio, Febbo: "Nessuna nuova apertura dei centri commerciali"

"Nostra priorità è tutelare i lavoratori e sviluppare il piccolo commercio in cui ho sempre creduto"

Lavoro ed economia
venerdì 27 marzo 2020
di La Redazione
Mauro Febbo
Mauro Febbo © Vastoweb

ABRUZZO. "Posso assicurare che le modifiche apportate al Testo Unico al Commercio non permetteranno nessuna nuova apertura di centri commerciali e deve ancora approdare in Consiglio regionale come tutte le nuove norme".

Ad affermarlo è l'assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo che spiega come nel nuovo Testo viene affermato proprio il contrario di quanto affermato dal consigliere Pettinari. infatti le modifiche si sono rese necessarie per gestire le conseguenze occupazionali derivanti dalla contrazione della media e grande distribuzione. Basta ricordare le vertenze prima di Mercanone Uno ed adesso quella di Auchan dove preoccupano la sorte di ben 420 dipendenti distribuiti tra le province di Pescara, Chieti e Teramo.

Nello specifico - rimarca Febbo - contrariamente a quanto si afferma o si vuol far credere, le nuove norme si limitano a concedere solo la possibilità a chi rileva un centro commerciale in dismissione, unitamente al ramo d’azienda occupazionale, di operare in condizione di legittimità. Infatti nell'articolato troviamo la parola riutilizzo degli stabili dei centri commerciali chiusi. Questo significa tutelare i lavoratori. Inoltre è arcinota la mia attenzione per la tutela dei piccoli commercianti e sopratutto la mia contrarietà all'apertura di altri nuovi centri commerciali. Tuttavia - rimarca Febbo - in un momento di grave crisi economica corre l’obbligo prevedere forme di tutela per chi è occupato nella grande distribuzione e rischia di perdere posto senza sbocco lavorativo.

Tengo a precisare che la vera strategia sarà evidente nel momento in cui presentiamo il nuovo piano del commercio in cui non ci saranno scappatoie o possibilità di desertificare il piccolo commercio. Ho ereditato una regione con la più elevata superficie di centri commerciali d’Italia. Devo tutelare i loro lavoratori, ma al contempo sviluppare il piccolo commercio in cui ho sempre creduto. Pertanto - conclude Febbo - invito di leggere bene le modifiche presentate prima di lanciare ipotesi senza senza senso e alcun fondamento normativo. infine chi conosce la mia vita politica, familiare e lavorativa ben conosce la mia posizione e la mia netta contrarietà alla grande distribuzione".