Il futuro elettrico della Denso, il cambiamento epocale di un'azienda e di un territorio

Un passaggio a rischio senza le infrastrutture necessarie allo sviluppo di un territorio

Lavoro ed economia
San Salvo martedì 11 settembre 2018
di Antonia Schiavarelli
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Stabilimento Denso di Piana Sant'Angelo San Salvo
Stabilimento Denso di Piana Sant'Angelo San Salvo © SanSalvoWeb

SAN SALVO. Ci sono cambiamenti che possono essere definiti epocali per una comunità, per un'azienda. E' questo tipo di cambiamento che si verificherà nel prossimo decennio in una delle aziende più importanti del nostro territorio, la Denso Manufacturing.

Il passaggio temporale fissato dall'Unione europea è il 2020 con l’introduzione delle nuove norme RDE (Real Driving Emissions) secondo queste normative, infatti, dallo scarico delle auto diesel e di quelle alimentate a benzina a iniezione diretta, non dovrà uscire più il particolato, uno degli elementi maggiormente dannosi per la salute.

Le case automobilistiche che hanno già optato per l'elettrico o l'ibrido sono diverse: Toyota, Volvo, Porsche, hanno deciso di puntare tutto sullo sviluppo di propulsori ibridi ed elettrici visti anche i costi decisamente elevati per far raggiungere ai motori a gasolio i livelli richiesti dalle varie normative.

Una rivoluzione alla quale è chiamata anche l'azienda sansalvese. E' di questo che abbiamo parlato con Enzo Toma della RSU Fim-Cisl Denso e con Primiano Biscotti della segreteria interregionale Fim-Cisl in un'intervista che hanno rilasciato a SanSalvoWeb.

IL FUTURO DELLA DENSO

Nei prossimi anni i 1.200 dipendenti del gruppo nipponico dovranno passare ad una nuova produzione se non vogliono cambiare i numeri delle unità operative. La Denso già produce gran parte della componentistica delle auto Toyota, ed è chiaro che i motorini di avviamento finora prodotti verranno sostituiti nei prossimi anni da microchip, inverter, motogeneratori, motori brushless, gli operai dovranno dunque sostituire le loro tute blu con dei camici bianchi.

I dipendenti Denso sono chiamati come ci racconta Enzo Toma, ad una vera e propria rivoluzione culturale e del modo di produrre. Si andrà incontro ad un periodo di formazione e riqualificazione, che i dipendenti Magneti Marelli, poi Denso hanno già dimostrato di saper intraprendere.

LE CRITICITA'

Primiano Biscotti affronta in questa nostra intervista i punti critici che sarà necessario risolvere per evitare nuove crisi aziendali, come quelle alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni (Golden Lady, Honeywell). "E' fondamentale risolvere i problemi delle infrastrutture in questo territorio, per non vedere in futuro la solita sfilata di politici al capezzale di aziende oramai morte".

Le infrastrutture delle quali Biscotti parla, sono le strade, i porti, la banda larga, condizioni primarie sulle quali si basa un qualunque tipo di investimento. Si pensi che un'azienda che produce nella Val di Sangro pale eoliche, oggi è costretta a prendere il casello a Vasto nord anziché quello di Val di Sangro per l'impossibilità di accedervi, o di un'azienda anch'essa in Val di Sangro che non ha l'allaccio del metano, non necessario alla produzione ma al semplice riscaldamento dei suoi operai, o basti ricordare il pessimo stato delle condizioni i cui versa da anni il manto stradale della S.P. Trignina che viene quotidianamente percorsa da decine di camion provenienti da tutto il nostro bacino industriale.

A queste deficienze strutturali si aggiungono, aggravando la già scarsa appetibilità dei nostri bacini industriali per nuovi insediamenti e per il mantenimento di quelli esistenti, i costi dell'energia.

I CAMBIAMENTI NECESSARI

Nel prossimo futuro, la politica sarà chiamata a risolvere queste deficienze, non ad annunciare opere ma a costruirle, non a fare la lista di ciò che si farà (vedasi il Masterplan), ma di quelle che si è fatte. Gli uomini e le donne di questo territorio, sono invece chiamati a mettersi in gioco, a formarsi, a riqualificarsi nell'ottica di un rilancio di luoghi che seppure strutturalmente svantaggiati per le mancanze di una classe politica che ha troppo spesso disatteso le aspettative (vedasi il Polo dell'innovazione per l'automotive), ha il vantaggio di avere un capitale umano formidabile. Quello a cui stiamo andando incontro spiegano i sindacalisti Fim-Cisl è un cambiamento decisivo, sul quale si baserà il futuro del nostro territorio.

Di seguito l'intervista realizzata.