Azione Civile ​«Operazione anti-terrorismo in Abruzzo, altro che isola felice»

"C’è un forte ventre oscuro dove si alimenta ogni criminalità"

Flash News
San Salvo lunedì 09 settembre 2019
di La Redazione
Auto carabinieri
Auto carabinieri © Vastoweb

ABRUZZO. A pochi giorni dagli arresti per terrorismo, giunge il commento di Azione Civile, movimento politico fondato dall’ex pm e oggi avvocato antimafia Antonio Ingroia, che: "Condanna ogni violenza e terrorismo. Che sia politico, religioso o di altra natura. E per questo ringrazia magistrati e forze dell’ordine che sono stati impegnati nella recente operazione anti-terrorismo nella nostra Regione (Leggi). Un’operazione importante che ha stroncato una minaccia alla democrazia e alla società tutta.

Un’operazione che ancora una volta dimostra quanto l’Abruzzo non sia isola felice ma teatro di trame e attività criminali. Già in passato ci sono state operazioni contro terroristi di matrice islamica, così come fu arrestato un trafficante di armi nel teramano anni fa vicino a persone implicate nei traffici denunciati da Ilaria Alpi. Attività il cui modus operandi, lo svela anche quest’inchiesta, non è molto diverso da criminalità di altra natura. Quest’operazione è nata da indagini sull’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro per sostenere organizzazioni criminali. E’ storia di decenni e cronaca degli ultimi anni: in Abruzzo sono attivissime lavatrici di denaro sporco di mafie, colletti bianchi e trame varie. Per le quali agiscono collettori di finanziamenti a sostegno. Un vero e proprio “ventre oscuro” nel quale agiscono dinamiche che danneggiano la collettività e mettono a rischio la società tutta. Che siano terroristi “religiosi”, cartelli di corrotti e corruttori o mafiosi. In Abruzzo vengono quotidianamente riciclati patrimoni di camorristi, ‘ndranghetisti e mafiosi. Riciclaggio che si accompagna alla crescita di corruzione, narcotraffico, estorsioni, sfruttamento della prostituzione ed altri gravi crimini. Favoriti da “colletti bianchi” di varia natura che agiscono creando economie parallele e un forte tessuto criminale. Sul quale si è innestato anche una delle peggiori minacce della società odierna, il “terrorismo islamico”.

E deve far riflettere ancora una volta che l’organizzazione sgominata in Abruzzo intendeva sostenere armate in Siria, terra devastata e distrutta da una guerra dal 2011. Una guerra nella quale agiscono, sostenuti dall’estero, vari gruppi armati di rara ed efferata crudeltà. Gruppi che hanno avuto il sostegno, più o meno esplicito, di altri Stati della Regione e delle cosiddette potenze mondiali. Nel denunciare quel che succede in Abruzzo, nel porci come fermo argine ad ogni deriva criminale, antisociale e antidemocratica non possiamo mai dimenticarci che questa regione non è un’isola. Ma esiste ed interagisce in contesti nazionali e internazionali. Non possiamo quindi non dimenticarci le complicità o i silenzi dell’Europa e del mondo occidentale davanti ai massacri e alla crudeltà di Al Nusra e di altri gruppi terroristici in Siria, così come in Libia, Iraq, Afghanistan e altri Stati nel mondo".