Asperger Abruzzo: "Si adottino misure alternative per i tamponi ai soggetti autistici"

"Le procedure per fare i tamponi alle persone autistiche sono fallimentari"

Attualità
domenica 18 ottobre 2020
di La Redazione
Tampone Coronavirus
Tampone Coronavirus © Regione Abruzzo

VASTO. "L'Associazione Asperger Abruzzo oggi, sabato 17 ottobre, dopo numerose segnalazioni delle famiglie socie della propria associazione sparse su tutto il territorio abruzzese, ha inviato un appello a mezzo PEC alla ASL di Vasto – Lanciano – Chieti, alla ASL di Teramo e alla ASL di Avezzano – Sulmona- L'Aquila per chiedere che vengano adottate le misure alternative per i tamponi ai soggetti autistici seguendo il modello della ASL di Pescara.

Il 15 ottobre è stata pubblicato un comunicato stampa riguardo la lodevole iniziativa dei sindaci del pescarese in riunione con la ASL di Pescara che annunciava che la ASL di Pescara ha dato il via ad una procedura alternativa per consentire l’esecuzione dei tamponi (Covid) per le persone autistiche.

La scelta di tale procedura è stata presa per evitare che le persone autistiche debbano ricevere una sedazione ogni volta che dovranno fare un tampone COVID, spesa e trauma inutili.

In questo periodo di emergenza Covid, numerose sono state le segnalazioni pervenuteci in merito sia a questa problematica sia relativamente alle procedure anti COVID.

L'ultima segnalazione ci è arrivata questa sera da una mamma di Pescara, suo figlio in seconda elementare il primo ottobre è stato portato in un'aula laboratorio dell'asilo con un altro bambino di una classe della prima elementare... verrebbe da chiedersi quale inclusione ci sia in questa procedura e per quale motivo un bambino di classe seconda si trovava isolato con un bambino di prima elementare considerando che i bambini non possono uscire dalle classi nemmeno per la ricreazione e che non devono frequentare bambini di altre classi per evitare pericoli di contagio.

Il 13 ottobre la famiglia del bambino di seconda elementare è stata avvisata dalla scuola di andare a fare un tampone perchè il figlio era appunto stato a contatto con un bambino positivo.

La famiglia ha chiamato la ASL il 14 ottobre preoccupata del fatto che, siccome autistico, ci sarebbe voluta la sedazione, ma gli è stato risposto che i giorni di quarantena erano ormai ultimati e che quindi non vi era motivo di fare il tampone anche perchè i giorni di quarantena sono diventati 10 e non più 14.

Tornando quindi a scuola, le maestre vedendo il bambino presente con i genitori sono andate nel panico spaventando il bambino e vietando il rientro a scuola senza certificato nonostante la famiglia abbia spiegato che la ASL non ha ritenuto opportuno il tampone.

Ci chiediamo perchè questa famiglia abbia dovuto attraversare questa umiliazione, ci chiediamo perchè non sono state attivate tutte le procedure che mai avrebbero esposto il bambino a rischio contagio,

Le procedure per fare i tamponi alle persone autistiche sono fallimentari, si rischia di dover sedare ogni bambino ogni volta che ci sarà bisogno di fargli un tampone, è per questo motivo che ci premuriamo di chiedere alle ASL d'Abruzzo di seguire un modello alternativo per i tampone ai soggetti autistici"