Piano Faunistico, Di Matteo: "Approvato all'unanimità"

"Siamo orgogliosi, il piano faunistico è finalmente realtà"

Attualità
martedì 15 settembre 2020
di La Redazione
Cacciatori
Cacciatori © lanuovaprovincia.it

ABRUZZO. "L'approvazione del nuovo piano faunistico venatorio regionale rientrava tra gli obiettivi della Lega e della coalizione tutta,siamo riusciti a concretizzare in tempi relativamente celeri viste le procedure a cui obbliga la normativa statale" lo dichiara in una nota Emiliano Di Matteo, presidente della III Commissione consiliare "Agricoltura, Sviluppo economico e Attività produttive",che scrive "Siamo orgogliosi, il piano faunistico è finalmente realtà; esso tiene conto delle numerose osservazioni avanzate durante le audizioni della Commissione che ho l'onore di presiedere, quindi un piano concertato con la partecipazione dei territori, delle associazioni venatorie, ambientaliste e agricole" prosegue Di Matteo "Un documento organico che regolerà le modalità di tutela e di gestione della fauna selvatica ,un atto amministrativo che disciplina l'aspetto geomorfologico del paesaggio, il clima, l'uso del suolo ,la popolazione venatoria regionale e le attività di vigilanza.

Abbiamo previsto la valutazione di incidenza su tutti i siti della rete natura 2000 quindi parchi nazionali,regionali,riserve naturali,Sic e ZPS,inoltre ,il Piano elenca le zone tutelate e gli Ambiti territoriali di caccia (Atc),sono 11 in Abruzzo, che rappresentano i principali istituti di gestione faunistico-venatoria. Il Piano è stato approvato all'unanimità.

A nome del gruppo consiliare Lega Salvini Premier un ringraziamento a Emanuele Imprudente,vice presidente con delega all'Agricoltura,per l'impegno profuso e la costante presenza a tutte le sedute della III Commissione, e a tutta la sua struttura"conclude Di Matteo.

“L’approvazione del piano faunistico venatorio regionale è passaggio a suo modo storico. L’ultimo risale al 1992 e ha avuto scadenza nel 2005. Oggi la Regione vara un fondamentale documento di programmazione e regolamentazione, partecipato e dettagliato, flessibile e ulteriormente adattabile. Sono particolarmente orgoglioso di aver guidato questo processo”. Lo dichiara il vice presidente della giunta regionale e assessore alla Caccia, Emanuele Imprudente alla luce del voto di oggi in consiglio regionale.

“Il piano faunistico venatorio regionale – spiega Imprudente - è il principale strumento di programmazione e pianificazione territoriale attraverso il quale la Regione definisce le linee guida e gli obiettivi della pianificazione faunistico-venatoria, tenendo conto delle realtà ambientali e socio-economiche. Attraverso il piano si attua una razionale pianificazione territoriale e si consente di tutelare e conservare la fauna selvatica. In questo modo si tutelano l’equilibrio territoriale e gli habitat, prevedendone anche la riqualificazione. La caccia sarà disciplinata affinché sia attuata in modo sostenibile ed è lo strumento che ci consentirà anche di varare nei prossimi anni calendari venatori in linea con le altre regioni a noi confinanti.

“Questo piano faunistico è il prodotto di una concertazione che vede il contributo di tutte le categorie dei portatori d’interesse e degli enti territoriali, nonché dei gestori delle aree protette nazionali e regionali. Inoltre, nonostante il processo partecipativo formale ai sensi di legge fosse concluso, ho voluto comunque ascoltare centinaia di portatori di interesse, la maggior parte dei quali fortemente critici, per usare un eufemismo, rispetto al testo del piano faunistico ereditato dalla passata legislatura. Ascolto che ha determinato l’attuale visione d’insieme e la considerazione di tutte le realtà coinvolte, cancellando la parzialità iniziale”.

Il piano prevede: le oasi di protezione destinate al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica; le zone di ripopolamento e cattura, destinate alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale ed alla cattura della stessa per l'immissione sul territorio in tempi e condizioni utili all'ambientamento fino alla ricostituzione ed alla stabilizzazione della densità faunistica ottimale per il territorio; le zone ed i periodi per l'addestramento, l'allenamento e le gare di cani su fauna selvatica naturale o di allevamento appartenente a specie cacciabili; i criteri per la determinazione dei risarcimenti, in favore dei proprietari o conduttori di fondi rustici, per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole ed alle opere approntate sui terreni vincolati; i criteri per la corresponsione degli incentivi in favore dei proprietari o conduttori dei fondi rustici, singoli o associati che si impegnino alla tutela ed al ripristino degli habitat naturali ed all'incremento della fauna selvatica; l'individuazione del territorio agro-silvo-pastorale in cui è ammessa la caccia, comprese le zone contigue ai parchi nazionali e regionali.

“Una particolare attenzione – spiega Imprudente - è stata posta per la gestione di tutti gli ungulati quali cinghiale, cervo e capriolo rispetto a cui si sono valutati tutti i fattori necessari per la corretta gestione dall’idoneità agroforestale, ai biotopi, alla vocazione dei territori che rappresenta una priorità e un impegno per la regione Abruzzo, in particolare per la riduzione dei danni che le specie arrecano alle colture agricole. Anche per le specie protette quale l’orso, il lupo e il camoscio, sono state indicate le strategie future da adottare per la loro conservazione”.