Spiccioli e multe: cosa accade nei Comuni

Attualità
San Salvo mercoledì 04 dicembre 2019
di Claudio de Luca
Monetine
Monetine © mytrend.it

ABRUZZO. Partiamo da Malegno (Brescia). Il Comune (2.000 ab.) deve restituire allo Stato il 5x1.000 di quanto i cittadini hanno devoluto all’Ente nel 2014 (1.000 euro circa). L'Esecutivo comunale non aveva rendicontato in tempo la somma, ritardando il versamento di 20 gg.; e l’Agenzia delle entrate ne ha chiesto la restituzione. Il primo cittadino, volendo mostrare tutto “il suo gran dispitto”, ha preparato 168 kg di monetine da un cent, raccolte in sei sacchi. "Ora il Ministero delle finanze venga a ritirare i soldi. Non avendo modo di contestare la sanzione, ho pensato a questa ‘vendetta’: se vogliono fare cassa con me, contassero le monetine. Però c’è da chiedersi: al momento di incassare, l’Agenzia può rifiutare tutte le monete o quello del Sindaco è un buon diritto? In buona sostanza, c’è un obbligo di accettazione di pagamento in monete qualora l’importo della sanzione non superi il limite previsto per i pagamenti in contanti?

La risposta può fornirla tranquillamente il Molise dove, tempo addietro, suscitò curiosità il racconto uscito dalle Poste di Bojano: lo sportellista, facendo appello ad una presunta direttiva interna (che impediva di accettare così tante monete), aveva rifiutato un pagamento da 1.300 euro in monete da uno e due euro (in realtà il versamento complessivo era di 2.800 euro ma la differenza sarebbe stata pagata con banconote). Sebbene il cliente avesse provveduto a suddividere le monete in ‘blister’ per facilitarne il trasporto ed il conteggio, l’impiegato si era rifiutato di accettarle. Dopo avere insistito, l’uomo aveva contattato la sede centrale di Campobasso per chiedere lumi Ma cosa dice veramente la legge italiana in merito? Esiste un limite per il pagamento in contanti, diverso per le monete rispetto a quello fissato per le banconote in generale?

Il riferimento legislativo può essere rinvenuto nell’art. 11 del Regolamento Cee n. 974/1998 che fissa in 50 pezzi il numero massimo di monete; superato tale limite non si può obbligare il cassiere (o chiunque altro) a contare i soldi manualmente. Il limite di 50 vale per un singolo pagamento, indipendentemente dal taglio delle monete. Quindi non è detto che venga rifiutato. Ma, se questo accadesse, non si starebbe subendo un’ingiustizia. Quel che è certo è che le monete, soprattutto quelle da 1, 2 e 5 cent sono percepite come un fastidio al punto che, pagare usandole, ha senso solamente in un’ottica di ‘vendetta’ studiata dal debitore contro un pagamento ritenuto ingiusto, come nel caso delle ‘multe’. Quella presa da un altro molisano che stava scaricando della merce per il bar di sua sorella era legittima, e il destinatario del verbale aveva capito che sarebbe stato meglio saldare il prima possibile, in modo da godere della decurtazione del 30% sull'importo totale, riconosciuto al trasgressore che paghi entro 5 gg. dalla notifica. "Sono andato al Comando dei Vigili urbani, ma la cassiera si è rifiutata di prendere i soldi”. Eppure si era presentato con gli spiccioli contati, assemblati nella custodia cartonata fornita dalle banche. Ma appena mostrati i cilindri di spiccioli alla cassiera, questa gli aveva precisato di non poterli accettare se non nella misura di 50 monete. In effetti dispone così l'art. 11 del d.l. n. 974/1998.

Com’è noto la serie delle monete è composta da otto tagli con i seguenti valori facciali: 1, 2, 5, 10, 20 e 50 euro-cent, e 1 e 2 euro. Le otto tipologie si diversificano per dimensioni, peso, materiale, spessore e colore, nonché per la configurazione del bordo rispetto ai tagli contigui. Tali caratteristiche ne facilitano il riconoscimento da parte di persone con problemi visivi o non vedenti. In relazione al limite posto al potere liberatorio, il succitato art. 11 stabilisce che, ad eccezione dell'Autorità emittente, nessuno è obbligato ad accettare più di 50 monete metalliche in un singolo pagamento; e ciò a prescindere dal taglio. Nel nostro Paese i poteri regolamentari nei confronti dei gestori delle monete fanno capo al Ministero dell'economia e delle finanze mentre all'Istituto Poligrafico ed alla Zecca dello Stato sono attribuite le funzioni di controllo.

Claudio de Luca