Montalfano e la Madonna della Divina Provvidenza, tutto è nato dal sogno di un papà con dieci figli

Attualità
San Salvo mercoledì 11 settembre 2019
di Maria Napolitano
Tutto è nato dal sogno di un papà con dieci figli
Tutto è nato dal sogno di un papà con dieci figli © SanSalvoweb

MONTALFANO. Il 14 settembre prossimo, la comunità di Montalfano si appresta a vivere una delle feste più sentite e più partecipate: la Madonna della Divina Provvidenza.

Ma quando e perchè è nata questa festa in questa contrada di Cupello? A queste domande hanno risposto tre nativi, i fratelli Scutti Umberto e Giovanni rispettivamente di 78 e quasi 80 anni (che compirà tra una decina di giorni) e Gasbarro Guglielmo di anni 76.

Tutto è partito dal sogno di un loro concittadino Nicola Travaglini, coniuge di Domenica Di Florio, e papà di dieci figli, cinque maschi e cinque femmine. Nicola possedeva una trentina di ettari di terreno e spesso veniva chiamato in causa per litigi di confine. Nonostante la sua semplice licenza elementare, riusciva a dare al suo avvocato, le indicazioni giuste per gestire al meglio la disputa e vincere sempre. Ma aveva un brutto vizio: il gioco. A volte, sul più bello del lavoro in campagna, lasciava e andava a giocare.

Un giorno, resosi conto di quanto fosse sbagliato il suo agire, decise di smettere. Dopo quella decisione sognò una chiesa davanti casa sua, zona di transumanza sul percorso dei tratturi, dove spesso i pastori si fermavano anche per abbeverare gli animali a un pozzo che si trovava nei paraggi.

Dopo quel sogno, di tasca sua, fece realizzare una croce di ferro e la piantò lì dove aveva sognato ci fosse la chiesa. Coinvolse i suoi concittadini con una raccolta fondi da destinare alla costruzione del luogo di culto. Riuscirono a costruire le mura perimetrali ma non il tetto proprio per la mancanza di fondi.

Nonostante la mancanza del tetto, il 9 settembre del 1951 è stata celebrata la prima festa in onore della Madre di Gesù con il titolo, probabilmente, di Maria Ausiliatrice, nel giorno successivo a quello in cui Cupello festeggiava la Madonna del Ponte, l'8 settembre. La sera a suonare c'era anche banda e orchestrina. Della prima festa Umberto conserva ancora il ricordo del signore che era venuto con un barilotto di legno pieno di ghiaccio e bottigliette di gassosa. "Chi aveva mai bevuto una gassosa, per noi bambini era una novità assoluta. Costava dieci lire!" - ha ricordato uno dei fratelli Scutti.

Da allora in poi tutti gli anni si fece la festa di settembre. C'era un gruppetto di persone che, qualche mese prima della festa, si faceva il giro della contrada per raccogliere delle offerte. Ogni famiglia non dava soldi ma un piatto di grano che insieme a quello di tutti gli altri poi veniva venduto e il ricavato utilizzato per organizzare la festa della contrada . Quando le annate andavano bene si riusciva a chiamare la banda di Casalanguida, che era tra le più conosciute ma anche le più costose. All'epoca non c'erano i mezzi di trasporto di oggi e i musicisti venivano ospitati dagli abitanti della contrada. Era considerato un grande onore ospitare un bandista e spesso si faceva a gara a chi ne ospitava di più.

Per la copertura delle quattro mura della "casa di Dio", in occasione della festa di settembre e per le celebrazioni delle prime comunioni (tutti e tre gli intervistati ricordano di aver ricevuto il sacramento della prima comunione in queste condizioni), utilizzavano un telone destinato alla copertura del grano e prestato da un concittadino che aveva la mietitrebbia, Ferdinando Di Florio. All'epoca il parroco di Cupello era don Gabriele D'Ugo originario di Liscia. Siccome era un appassionato di caccia, spesso si recava a Montalfano dove aveva trovato degli amici con cui condivideva la stessa passione. Fu lui che si occupò della scelta e dell'acquisto della statua della Madonna, la stessa che viene utilizzata anche oggi. Quando si presentò l'occasione per poter accedere a dei fondi messi a disposizione (gli intervistati non ricordano se dal Ministero o dalla curia in occasione del giubileo del 1950) per le costruzioni di chiese, don Gabriele si adoperò per ottenere questi fondi, far abbattere la vecchia chiesa e costruire la nuova.

Gli abitanti di Montalfano, dopo gli anni 50, visse un periodo di grande carestia e tra il 1958 e il 1959, don Gabriele decise di intitolare la festa di settembre alla Madonna della Divina Provvidenza.

Da allora ogni anno nel mese di settembre si festeggia la Madonna della Divina Provvidenza. Sul finire degli anni '80, la festa è stata spostata al secondo sabato di settembre.