«Sicuri che a Vasto vogliano accordi di confine sul Punto nascita?»

Attualità
San Salvo sabato 13 luglio 2019
di La Redazione
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Punto nascita di Termoli
Punto nascita di Termoli © Termolionline.it

TERMOLI. Ancora polemiche sul Punto nascita di Termoli, o meglio sulla road map che sta provando a salvarlo. Per l’ex sindacalista della Fimmg-118 Giancarlo Totaro, «Non credo che l'ospedale di Vasto voglia un accordo di confine che mette a rischio la sopravvivenza del proprio punto nascite rinunciando alle donne bassomolisane che vanno a partorire nell'ospedale abruzzese. Con queste modalità mancano i presupposti di interessi concordanti tra l'ospedale di Termoli e quello di Vasto. Questa soluzione manca di concretezza a meno che non si pensi ad un atto di autolesionismo dell'ospedale di Vasto o di ingenuità oltre ogni limiti. Tutti si aspettano accordi di confine configuranti l'espletamento del servizio di ginecologi dell'ospedale di Vasto presso il reparto di ostetricia di Termoli.

Quale vantaggio, ammesso e non concesso che gli venga dato il nulla osta , dovrebbe ricavarne un ginecologo a trasferirsi a Termoli lasciando un reparto sicuro per un reparto al momento a rischio chiusura? Perché l'ospedale di Vasto dovrebbe spostare i propri ginecologi con le relative le partorienti provenienti dal Molise a partorire a Termoli fuori dal proprio ospedale assumendosiil rischio che possa esso stesso andare sotto i 500 parti l'anno esponendo il proprio punto nascite al rischio chiusura? Si consideri che attualmente, con tutti i parti provenienti dal basso Molise (circa 120 solo i bambini nati a Vasto e registrati a Termoli nel 2017), a Vasto ci sono circa 800 nascite. Rinunciare alle gestanti di Termoli e del basso Molise significa mettere a rischio il raggiungimento delle 500 nascite annue. Ancor più se i ginecologi attualmente in servizio a Vasto, incaricati di venire a Termoli, dovessero creare anche una mobilità attiva verso l'ospedale di Termoli delle gestanti del vastese. In Abruzzo hanno già chiuso i punti nascita di Atri, Penne, Sulmona e Ortona».