Armida Barelli e il suo esempio

Attualità
San Salvo venerdì 17 maggio 2019
di Maria Napolitano
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Armida Barelli e il suo esempio
Armida Barelli e il suo esempio © SanSalvoWeb

SAN SALVO. Spesso si pensa a un santo, immaginando le statue che si trovano in chiesa e li si vive come degli esseri lontani dalla quotidianità. In realtà secondo i cattolici, l’aspirazione alla santità è uno degli obiettivi principali dei cristiani.

In questa prospettiva gli adulti dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Nicola hanno programmato per il mese di maggio cinque catechesi, su cinque distinti testimoni di fede recenti, che hanno vissuto “nel mondo” la loro vita, ma che si sono distinti semplicemente perché il loro pensare e il loro agire, non era rivolto semplicemente a se stessi, ma al loro prossimo più immediato.

Dopo il primo incontro su don primo Mazzolari per il quale ha relazionato Stefania Ciocca, venerdì 10 maggio Fabio Menna ha presentato la figura di Armida Barelli.

Nata da una famiglia della borghesia milanese con sei figli nel 1882 e venuta a mancare nel 1952. Si avvicina alla fede in età scolare in un collegio svizzero. Armida Barelli si è sempre profondamente impegnata per l'affermazione dei diritti delle donne e per lo sviluppo di politiche per il lavoro e la formazione.

Non madre di famiglia, neppure suora col velo, ma laica nel mondo, nell’ambiente in cui si era trovata viveva l’adesione a Dio. Viaggi, conferenze, riunioni, scritti, colloqui, convegni! E ha saputo non soltanto operare (e tanto!) ma far lavorare; anche questo è un grande segreto che pochissimi hanno: saper suscitare delle energie in altri, sì che la seguano, la imitino, qualche volta anche la sorpassino!

Fu l’iniziatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e cofondatrice, insieme a Ludovico Necchi (medico del tempo), padre Agostino Gemelli e di un mons. Olgiati dell’ l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Quando, nel 1943, sotto i terribili bombardamenti anche la “Cattolica” fu schiantata, tra le macerie fumanti accorse in pianto, con altri, Armida Barelli subito disse: “Domani ricominceremo da capo e la faremo più bella”. E quando negli ultimi mesi della sua vita, ormai impedita da un paralisi bulbare a muoversi e a parlare, in una adunanza della Giunta amministrativa si decise la creazione della Facoltà di Medicina e si disse: “Faremo la Facoltà di Medicina se il Signore ridarà la voce alla signorina Barelli”, essa prese la sua matita e scrisse sul suo block-notes : “Rinuncio alla voce ma voglio la Facoltà di Medicina”.

Armida Barelli si è contraddistinta per una fede d’acciaio, fede che non è sentimento, emozione dell’anima, ma come un atto di volontà che dice a Cristo: “Mio Dio e mio tutto”.

Questa sera alle ore 21, altri educatori dell’Azione Cattolica presenteranno la coppia Beltrame-Quattrocchi. Seguirà il rosario itinerante per le vie del circondario della chiesa di San Nicola.