Operai pendolari a piedi, «paghiamo il balletto tra Regione e Atm»

Attualità
San Salvo martedì 12 marzo 2019
di Alberta Zulli
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Operai pendolari a piedi
Operai pendolari a piedi © Termolionline.it

TERMOLI. “È un giochetto tra regione e Atm, e noi lavoratori ci andiamo di mezzo”. Insorgono così i lavoratori pendolari che, nella giornata di lunedì 11 marzo, si sono ritrovati senza fermata davanti la loro fabbrica. Più di 2,5 km a piedi per arrivare nella sede lavorativa perché l'Atm ha deciso di sopprimere le altre fermate che si trovano dopo la Sevel.

“Un servizio che da 15 anni funziona bene, ora, non l’abbiamo più. Un servizio che l'Atm faceva gratis ma che noi pagheremmo tranquillamente- continuano i pendolari- paghiamo un abbonamento, chi settimanale e chi mensile, e non abbiamo paura di pagare di più per avere le nostre fermate davanti alle nostre sedi lavorative”.

Un diritto, insomma, che dall’oggi al domani è stato loro negato. Qualcuno direbbe “prendete la macchina” ma la risposta a questa affermazione è perché? Perché se ho la possibilità di avere un servizio di trasporto, devo pagare di più e usare un mezzo in autonomia? Perché devo prendere, dopo una giornata di lavoro stancante, il mio mezzo e rischiare? Hanno la comodità di usare un mezzo di trasporto pubblico, perché ora viene negato loro questo diritto?

In un’epoca in cui il lavoro è quasi un optional, rischiare di perderlo diventerebbe il colmo.

“Le aziende ci vengono incontro- continuano- ma fino a un certo punto. Arrivare tutti i giorni in ritardo costa a loro e, costa ancora di più a noi. Non solo nella busta paga, ma potremmo rischiare la sospensione e a lungo andare il licenziamento. Abbiamo famiglie e per colpa di questi giochetti tra regione Molise e Atm, sempre noi, la parte debole ci va di mezzo”.

La Rsa-Fiom, presente ieri mattina con i lavoratori, ha organizzato un trasporto con mezzi propri e ha, anche, chiamato i carabinieri per denunciare i gravissimi fatti.

“Questa situazione- scrive la Rsa-Fiom Aniello Sicignano- si ripeterà anche sugli altri turni. La Fiom aveva, per tempo, chiesto alle regioni di attivare un servizio navetta in modo provvisorio. Questo non è accaduto, dimostrando una totale insensibilità rispetto ai problemi che, ogni giorno, i lavoratori vivono sulla propria pelle.

La struttura legale della Fiom sta verificando se esistono gli estremi per un ricorso alla Procura per interruzione di pubblico servizio”.