Chi sono gli abruzzesi che “temono” la scuola in presenza

Tanti i corregionali che hanno firmato la petizione Unsic, a quota 17mila, per il rinvio dell’apertura delle scuole prevista per il 7 gennaio

Attualità
giovedì 31 dicembre 2020
di La Redazione
Covid-19
Covid-19 © Vastoweb

ABRUZZO. Tutti temono la crescita del numero dei contagi. Chi la collega ai trasporti, chi agli assembramenti davanti a scuola, chi al sovraffollamento nelle classi e chi all’imprudenza dei ragazzi. Qualcuno segnala l’impossibilità di aerare a sufficienza i locali in pieno inverno. Altri benedicono la didattica a distanza, che permette a docenti e studenti di lavorare con profitto e senza rischi. Non mancano coloro che propongono l’immediata vaccinazione per tutta la popolazione scolastica. E addirittura c’è chi propone, nel caso di riapertura, di intentare cause contro il governo per attentato alla salute pubblica, citando anche l’articolo 452 del codice penale.

Sono migliaia i commenti e le proposte a margine della petizione promossa dal sindacato datoriale Unsic per rinunciare alla riapertura delle scuole superiori in presenza il 7 gennaio. Le adesioni hanno raggiunto quota 17mila. Tante anche dall’Abruzzo. E cosa scrivono i nostri corregionali sull’argomento? Vediamo qualche osservazione nel dettaglio.

Dalla provincia di Teramo, Maria Paola F. indica nella gestione dei trasporti il problema fondamentale, a cui aggiunge l’impossibilità di aerare i locali, mentre Maria D.S., originaria di Valle Castellana, crede che con le scuole riaperte si vada all’ennesimo disastroso lockdown, con danni anche all’economia.

Il problema dei trasporti è al centro delle preoccupazioni anche di Ida S. della provincia di Pescara, che denuncia lo scarso potenziamento dei mezzi pubblici.

Da Pratola Peligna, Domenico D.M. ricorda che la priorità, in linea con i dettami costituzionali, sia la salvaguardia della salute pubblica. Maria D.A. dell’Aquila spiega come non sia giusto “rischiare per salvare l'apparenza”.

Fabio P. di Chieti auspica la Dad fino al vaccino per il personale scolastico.

Raimondo M. di Giulianova sottolinea come non esista scuola in sicurezza in tempo di Covid perché la scuola è aggregazione di centinaia di persone e studi mondiali dimostrano come essa sia veicolo di contagio, mentre Francesca D.F. della provincia di Chieti ritiene che i tanti vecchi edifici scolastici abruzzesi non siano adatti per i regolamenti anti Covid.

Obiettivo della petizione, indirizzata al premier Conte e alla ministra Azzolina, è di raggiungere 25mila adesioni prima del 7 gennaio (http://chng.it/KYtCG7d8).